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Tipica festa popolare che si svolge il 20 gennaio nella piazza antistante la Cattedrale. È un caleidoscopio di luci, scoppi, figure luminose che si creano in una eccezionale cornice di partecipazione popolare. Il momento clou della festa è rappresentato dal vaporetto, una specie di piccola barca di cartapesta imbottita di razzi fumogeni, sospesa ad un filo di ferro che collega due estremità della piazza. Una volta incendiati i razzi la barchetta viene spinta, lungo il filo di sostegno, dal fumo che fuoriesce dalla parte di poppa. Se tutto procede senza intoppi il vaporetto effettua un doppio tragitto, andata e ritorno, concludendo la sua corsa, con un fragoroso botto finale, al rientro al punto di partenza. Il pubblico è completamente coinvolto in maniera partecipativa dallo spettacolo perchè, secondo la tradizione, dall’andamento del viaggio, più o meno completo, della barchetta, si traggono auspici per la futura annata agricola e per la stagione di pesca.
Sant’Antonio ad Ortona San Nicola San Nicola (255-333/334) fu vescovo di Myra in Asia Minore (attuale Turchia). Santo universale, venerato in Oriente ed in Occidente, è segno di unità nella Chiesa, simbolo di pace e riconciliazione fra gli uomini. San Nicola si è distinto per la sua generosità verso i poveri e i bisognosi. L'episodio che caratterizza infatti il periodo della sua giovinezza, quando era ancora un semplice laico, è quello del suo intervento per aiutare tre fanciulle povere, offrendo di nascosto, nottetempo, tre borse di danaro che nell'iconografia sono rappresentate da tre palle d'oro poste sul libro dei Vangeli. Così, grazie a lui, poterono sposarsi. Furono episodi come questo che certamente contribuirono alla sua elezione, da parte del popolo, a Vescovo della Città di Myra. Si impegnò per il suo popolo facendo ridurre le tasse e procurando grano in tempo di carestia. Salvò tre soldati che stavano per essere decapitati e degli ufficiali condannati a morte per un'accusa di sedizione contro l'imperatore Costantino. San Nicola viene detto anche "di Bari", perché in questa città fu portato e rimane conservato il suo corpo. Nessuna traslazione di reliquie è stata favorita da una documentazione internazionale come quella di S. Nicola. Nel 1087, circa 62 marinai, i cui nomi si possono leggere sui muri esterni della Basilica, compresi due sacerdoti, si recarono nel mese di marzo a Myra con tre caravelle. Si impossessarono del corpo di S. Nicola e lo trasportarono a Bari, dove giunsero il 9 maggio, con indescrivibile esultanza della popolazione. Per custodire le spoglie del Santo fu costruita una Basilica in stile romanico. Da allora, numerosi sono i pellegrini che rendono omaggio al Santo Taumaturgo Nicola, giungendo da ogni parte del mondo. Anche i cittadini di Fossacesia, da sempre profondamente devoti a San Nicola, si recano in pellegrinaggio a Bari. In passato, i pellegrini di Fossacesia viaggiavano a piedi, lungo le strade di allora, polverose e interminabili. Il viaggio durava dei giorni; si arrivava alla meta stanchissimi, debilitati dalla fatica, dalla fame, dal sonno. Ma nel cuore di quei pellegrini, c'era tantissima gioia. E dopo un giorno di sosta, si ripartiva, percorrendo a ritroso la solita strada. Si tornava a Fossacesia felici di aver visto, sfiorato e pregato il Santo Taumaturgo di Bari. E l'anno dopo si ripartiva di nuovo per un altro interminabile viaggio, per un altro faticoso pellegrinaggio verso la speranza. E quella tradizione, così sentita dagli antenati,i pellegrini di oggi, la continuano, con convinzione e devozione, per tener fede ad un impegno antico, ma anche per comunicare agli altri, e soprattutto ai giovani, la gioia che si prova nel recarsi ogni anno a Bari, al cospetto di un Santo venerato in tutto il mondo. Da Bari si torna diversi, più puliti, più ricchi, più aperti al prossimo, più disposti a capire e a tollerare. |








