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Castelli e Torri

Il Castello aragonese
castello_aragonese.jpgLa struttura difensiva fu realizzata tra il 1450 ed il 1470, dopo che i Veneziani, in una delle loro scorrerie, avevano distrutto lo Scalo (l’antico porto) ed il borgo marinaro con i magazzini e l’arsenale, giungendo fin sotto le mura cittadine. Venne edificato, per Decreto Reale ed a spese di tutta la provincia di Abruzzo Citeriore, sul promontorio denominato la Pizzuta, allora più prolungato sul mare, e presumibilmente su fortificazioni preesistenti. Gli architetti militari spagnoli ristrutturarono e modificarono la fortezza dopo la metà del Cinquecento, eliminando il mastio centrale, spostando l’apertura dal centro della facciata principale alla torre sinistra, ed aggiungendovi una torre più piccola lungo le mura occidentali. Passato al Regio Demanio, dal 1795 venne ceduto in enfiteusi perpetua a diverse famiglie ortonesi che vi aggiunsero costruzioni abitative ai lati orientale ed occidentale.
Nel corso dell’ultimo conflitto mondiale il maniero subì pesanti bombardamenti e nel 1946 una frana fece crollare tutta l’ala settentrionale.
Oggi la fortezza, definita dallo studioso Carlo Perogalli “l’esempio meglio definito di castello abruzzese appena dopo la metà del Quattrocento”, è in stato di completo abbandono. Un censimento nazionale condotto nel 1987 dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, l’ha inserita tra i 14 beni architettonici abruzzesi da salvare e sottrarre al degrado. Recentemente è stato redatto un progetto di restauro e recupero con finalità socio-culturali della maestosa struttura, tuttora solo in parte di proprietà comunale ma che una recente delibera nel Civico Consesso mira ad acquisire totalmente al patrimonio municipale.

Castello "De Riseis-D'aragona" a Crecchio crecchio_castello.jpg
Edificio fortificato, costruito nel 1200 attorno alla Torre d'avvistamento normanna, detta dell'Ulivo, e ampliato nei secoli successivi. E' costituito da quattro corpi di fabbrica serrati da altrettanti torri angolari a formare un cortile quadrangolare aperto a loggiato su due lati. Nel 1700 perse il suo carattere difensivo e fu trasformato in complesso architettonico di natura spiccatamente residenziale. Il 9 settembre 1943, vi sostarono re Umberto, la regina Maria Josè e tutto lo Stato Maggiore in fuga da Roma, dopo l'armistizio.Alla fine del 1943, il castello fu bombardato e fu gravemente danneggiato. Negli anni Settanta, fu restaurato minuziosamente. Oggi è sede del Museo dell'Abruzzo Bizantino ed Altomedievale.

PER INFORMAZIONI: Comune 0871941620 - 0871941662
http://www.comune.crecchio.ch.it/castello.html

Castello Di Roccascalegna
castello_roccascalegna.jpgE' uno dei più suggestivi castelli abruzzesi. Si erge su uno sperone roccioso da cui domina l'abitato di Roccascalegna e il vallone del Rio Secco. La sua origine è molto probabilmente legata ai Longobardi che intorno al V/VI secolo fortificarono la rocca,successivamente passò sotto gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi e man mano la struttura assunse un aspetto più elaborato. Più tardi appartenne ai Caraffa, ai De Corvis, ai Nanni e ai Nanni-Croce che mantennero il castello dal 1806 al 1980, quando lo donarono al Comune. Il castello è stato nei secoli rimaneggiato e restaurato; oggi presenta delle torrette semicircolari e una torre quadrata,detta torre "Normanna", racchiuse entro un recinto fortificato. La configurazione attuale è frutto di importanti lavori di restauro completati nel 1996. Attualmente è adibito a spazio espositivo e ospita manifestazioni culturali.

Per informazioni :Comune 0872987111 Pro Loco  0872987505 - 3348900247 
 www.castelloroccascalegna.it  MAIL: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Castello Medioevale a Palmoli
castello_palmoli.jpgIl Castello è stato costruito nell'XI secolo. Nel tempo ha subito notevoli trasformazioni fino a giungere ai giorni nostri nella forma di bastione poligonale. E' stato restaurato di recente. Attualmente, è sede del Comune ed altri uffici pubblici. Ospita, anche, l'interessante Museo della Civiltà Contadina,in cui sono esposti oggetti che vanno dagli attrezzi di lavoro agli abiti caratteristici. Vi è una sezione dedicata ai fossili rinvenuti nelle aree circostanti. Il Museo è visitabile nel periodo estivo durante i fine settimana; negli altri periodi è necessario prenotare la visita rivolgendosi al Comune.

Per informazioni : Comune 0873 955121 Comunità Montana Medio Vastese tel.0873944072
http://www.comunepalmoli.it/castello.htm

Le Torri costiere
Nel territorio comunale di Ortona sono tuttora visibili i pochi ruderi in abbandono di due torri costiere costruite nel 1563 da Don Arafan Vicerè di Napoli, dietro relazione di Marco Antonio Piscicello, Governatore dell’Abruzzo Citra. Nel 1598, su ordine del Vicerè, vennero visitate e descritte da Carlo Gambacorta. La prima, ed anche la meglio conservata, è Torre Mucchia, che sorge quattro Km a nord della città, sul promontorio che domina il Lido Riccio. L’altra torre è quella del Moro, che sorgeva tre Km a sud della città, in località Acquabella.

Mura Aragonesi e Borgo a Lanciano
 
La Chiesa del SS. Legonziano e Domiziano aveva adiacenti mille moggia di terreno appartenenti ai benedettini di S. Giovanni in Venere, ove erano le case dei servi o coloni che avevano ad enfiteusi degli appezzamenti di terreno". Quelle case formarono il nucleo del nuovo quartiere detto 'Borgo, quando l'aumento della popolazione ne determinò l'accrescersi. La Chiesa e il Monastero furono affidati ai Benedettini poiché i Basiliani si resero colpevoli dell'uccisione di un giovane mercante ospite nel convento, e furono quindi impiccati alle finestre della torre che in seguito a ciò vennero murate. La Chiesa fu poi abbandonata dai Benedettini. Un pubblico strumento del 1229 ne ratifica l' elevazione a Parrocchia, e nel 1252 si diede inizio alla raccolta di elemosine per la costruzione di una nuova Chiesa che sarà poi concessa ai Francescani.    Fortificazioni, con torri e bastioni e un profondo fossato, vennero eretti verso il 1480, sotto il dominio degli Aragonesi. Si può vedere ancora, abbastanza ben conservato, il torrione rotondo, mentre le mura sono quasi completamente soffocate da una congerie di edifici che sono sorti su di esse. Accanto alle mura Aragonesi sorgeva la più antica Porta S. Angelo (1204) attraverso la quale si scendeva alla fontana della pietrosa, detta anche Fonte del Borgo. 

Le Torri Montanare 
 
Per varie porte si apre l'adito a questa città, fabbricate sul gusto dei mezzi tempi, con guardie, antímurí, merli, torri e ponti a levatoio, per poter impedire qualunque incursione. Così nel 1790 scriveva l' Antinori parlando delle mura che cingevano Lanciano. Oggi esistono integre solo le Torri Montanare, che guardano la valle che si apre verso la Maiella. Vennero erette verso la fine dei secolo X quando la città si estese con la costruzione del nuovo quartiere di Civitanova, per rendere più sicura quella parte della città che terminava in pianura.  Il tratto lungo Via S. Spaventa è costituito da muratura a faccia vista con scarpa esterna. A Nord, invece, le mura sono costituite da una struttura mista di pietrame e mattoni, circostanza questa che fa supporre l'essere la struttura originaria di tutte le mura.   La Torre medievale interna è a pianta rettangolare ed è formata da 3 lati chiusi e il 4, quello rivolto verso l'interno, aperto in modo tale da precluderne l'uso contro la Città da parte dei nemico che fosse riuscito a conquistarla. Nell'angolo Nord-Ovest è situata la torre più bassa sporgente verso l'esterno, che risale al XV secolo.

 
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